giovedì 27 ottobre 2011
2011 10 25 - IVG - savona Forzano casello albamare - 10% di moto in più rispetto alle auto risparmio di 1,2 mln
sabato 22 ottobre 2011
Forzano a Paita: tutta la nostra collaborazione per lo studio di fattibilità per il casello Albamare

All'assessore alle infrastrutture della Regione Liguria
Raffaella Paita
apprendiamo dalla stampa della Sua decisione di intraprendere uno studio di fattibilità riguardante il casello Albamare.
E' una notizia che ci allieta e vorremmo che questo studio di fattibilità considerasse tutti i pro ed i contro che un tale studio comporta, e che noi abbiamo con spirito oggettivo considerato, partendo dall'idea che tutte le critiche sono ben accette perchè ogni critica non deve essere considerata come una sterile contrapposizione ma può essere invece positivamente considerata come un contributo ad una miglior soluzione.
Inserimento nel paesaggio e minor disturbo disturbo possibile al circondario sono state le linee guida di base alla nostra idea.
Abbiamo altresì approfondito le interazioni con le infrastrutture esistenti e con la viabilità del savonese, nonchè anche una sostenibilità economica del casello.
Siamo partiti chiaramente dalla funzionalità, ma abbiamo anche curato tutti gli altri aspetti che riteniamo essenziali affinchè un progetto possa procedere positivamente.
Le offriamo tutta la nostra collaborazione affinchè lo studio che Lei ha avviato possa avvalersi di quanto finora da noi fatto e studiato.
Cordiali saluti
mercoledì 19 ottobre 2011
domenica 16 ottobre 2011
2011 10 11 - CCA - lettera ai consiglieri comunali di savona

ai consiglieri comunali, città di Savona
Il nostro comitato ha recentemente inviato una lettera a:
Al Ministro delle Infrastrutture e Trasporti della Repubblica Italiana
Al procuratore della Repubblica di Savona
Al sindaco della città di Savona
Al sindaco della città di Albissola Marina
Al sindaco della città di Albisola Superiore,
che troverete in allegato alla seguente, con lo scopo di porre all'attenzione la servitù che il porto di Savona impone all'area compresa tra i caselli autostradali di Albisola e quello di Savona-Vado, in particolare causando traffico ed inquinamento, non compatibili con la vivibilità urbana.
Vi prego far riferimento all'allegato.
Aggiungiamo solo che:
dal sito Costa: http://www.crocierecosta.it/notizie/dettagli.php?id=734si possono avere informazioni sulle navi della società: le navi Costa classe Concordia sono alimentate da 6 motori diesel Wartsila 12V46C da 14 Mwt ciascuno che forniscono quindi una potenza totale di 84 Mwt.
Ad ognuno di questi motori diesel è accoppiato un generatore di energia elettrica da 12,6 Mw in uscita. La differenza da 14 Mwt a 12,6 Mwe in uscita è dovuta ai rendimenti dei macchinari. Questa potenza elettrica è usata per la propulsione assicurata da due motori elettrici Alstom da 21 Mwe ciascuno (quindi un totale di 42 Mwe = 46,7 Mwt), e la restante parte per servizi di bordo (ovvero almeno la restante parte di 33,6 Mwelettrici = 37,3 Mwtermici).
La propulsione assorbe un massimo di 46,7 Mwt, mentre i servizi possono anche assorbire anche più di 37,3 Mwt. Ne consegue che in porto, 4 navi Costa di questa stazza, possono aver bisogno di 37,3 x 4 = 149,2 Mwt per alimentare i servizi di bordo, una potenza circa 1/10 della potenza della centrale di Vado Ligure (1440 Mwt).
Città come Napoli e Civitavecchia hanno comminato pesanti multe alle navi da crociera per aver utilizzato combustibile eccessivamente inquinante e difforme dalla normativa UE.
Pertanto vi chiediamo di condividere e di appoggiare la nostra iniziativa con interpellanze e tutto il supporto possibile.
Vi ringraziamo e porgiamo cordiali saluti
2011 10 14 - il sole 24 ore - fa a pezzi la Liguria

Il Sole 24 Ore fa a pezzi la Liguria: la radiografia della torta di riso
|
|
La Liguria sembra una foto ingiallita degli anni '70. Le grandi imprese trascinate nel dissesto delle partecipazioni statali, la Fincantieri al collasso, i metalmeccanici della Fiom regionale nelle mani di un esponente di Lotta comunista, le strutture ospedaliere costruite trenta o quaranta anni fa monumento al monopolio di una sanità pubblica che non sa più come arginare i costi dell'invecchiamento della popolazione: 1,6 milioni di abitanti, il 27% dei quali sopra i 65 anni. La spesa sanitaria nel 2010 è stata di poco superiore a tre miliardi, l'81% delle spese correnti regionali (riportiamo da Il Sole24Ore)
Genova è tra le città europee con il tasso più alto di anziani. Ha perso 200mila abitanti in vent'anni. Le sue ultime opere infrastrutturali – sopraelevata, fiera, aeroporto – risalgono agli anni '60 e quelle in fase di progettazione come l'ampliamento del ponte autostradale sul Polcevera, vengono contestate dalle fasce più anziane della popolazione che colgono solo il fastidio dei lavori in corso e non i vantaggi delle nuove opere. Il porto, che avrebbe dovuto simboleggiare la ragion d'essere di questa città, scivola in fondo alla graduatoria europea per traffico merci: i container che passano per Genova sono un settimo di quelli movimentati a Rotterdam. I giovani fuggono.
Anche i malati emigrano nelle regioni limitrofe. Gli spezzini in Toscana, i savonesi in Piemonte, i genovesi in Lombardia. Il conto è salato: 40 milioni le prestazioni sanitarie pagate ad altre Regioni nel 2009
Dopo la parentesi del centro-destra, salita al governo regionale nella prima metà degli anni Duemila, il timone è tornato nella mani della sinistra, che ha sempre avuto un ruolo egemone in Liguria.
Governatore al suo secondo mandato è il dalemiano Claudio Burlando, ex ministro dei Trasporti. Contro di lui, Marco Preve e Ferruccio Sansa, autori del saggio-inchiesta "Il partito del cemento", hanno sferrato un pesante atto d'accusa denunciando i «frequenti episodi di osmosi politica» tra Burlando e l'ex ministro del Pdl Claudio Scajola, ligure di Imperia.
I due giornalisti scrivono anche dei rapporti ravvicinati tra il governatore e Franco Lazzarini, azionista della prima società italiana di brokeraggio, Ital Broker. È la rappresentazione di una sinistra che invoca le riforme ma che resta statalista e consociativa nel profondo, prigioniera di un'idea di sviluppo fondata ancora oggi sul primato del pubblico. «È il vecchio Pci che avanza» dicono i genovesi che la buttano sul ridere.
In Liguria l'unico privato che non conosce crisi è il mondo delle cooperative rosse.
I più grandi lavori di riqualificazione urbanistica e di costruzione sono realizzati dal colosso reggiano Coopsette, da Coop Liguria e da Abitcoop: dall'ex Ansaldo alla Fiumara, tra Sampierdarena e Cornigliano, un affare da oltre 200 milioni su una superficie di venti ettari, al centro commerciale edificato nelle aree delle ex raffinerie Garrone di San Biagio.
L'asse con il Pd e il rapporto consolidato con il presidente Burlando hanno spianato la strada alle coop, che godono di corsie preferenziali negli iter autorizzativi e acquistano aree industriali dismesse che riconvertono in città mercato con alberghi, grattacieli, sale cinematografiche. Il Bentley, unico hotel a cinque stelle di Genova costruito da Coopsette, la cui gestione è stata da poco rilevata dal gruppo Melià, è stato ricavato nell'edificio che ospitava il quartier generale dell'Ilva. Un luogo simbolo della vecchia città-fabbrica trasformato in albergo di lusso.
Le coop si servono del loro potere economico per far breccia nella finanza. Remo Checconi e Bruno Cordazzo, uomini forti del sistema cooperativo regionale, siedono nel consiglio d'amministrazione di Banca Carige accanto ad Alessandro Scajola, fratello dell'ex ministro.
Spartizioni, giochi di potere e lottizzazioni non giovano alla buona salute dei conti regionali. Sergio Rossetti, assessore regionale al Bilancio, è alla continua ricerca di nuove entrate: «Dopo il decreto 78 del 2010 la cassa diminuisce al ritmo di 13 milioni al mese. Il fondo sanitario nazionale ci deve ancora 72 milioni per il 2009, di cui aspettiamo il versamento, e altrettanti per il 2010. Alla fine del 2009 avevamo concluso il piano di rientro del bilancio concordato con il governo, ma l'anno scorso ci sono stati sottratti altri 20 milioni dal fondo sanitario». Eventi che mettono a repentaglio la tenuta della cassa. «Rischiamo – prosegue – di non potere più sostenere i servizi pubblici essenziali».
Ci vorrebbero tagli robusti al bilancio, ma l'assessore alla Sanità, Claudio Montaldo, dà i numeri col contagocce, accusano alcuni consiglieri di maggioranza e opposizione. L'accorpamento di strutture ospedaliere, come il San Martino con l'Istituto dei tumori a Genova e il Santa Corona di Pietra Ligure con la Asl 2 di Savona, avrebbe dovuto generare risparmi.
«Alle mie ripetute interrogazioni per conoscere le cifre di questi accorpamenti, l'assessore non si è mai degnato di rispondere» denuncia Raffaella Della Bianca, consigliere del Pdl, politicamente vicina a Claudio Scajola. Critico sulla politica sanitaria è anche Nicolò Scialfa, capogruppo di Italia dei valori, il secondo partito della maggioranza: «Ci sono stati errori di programmazione. Se dobbiamo chiedere lacrime e sangue, vogliamo sapere come sono stati spesi i soldi. Io sono per la sanità e la scuola pubblica ma l'assenza totale di competizione non va affatto bene. Qui c'è un'inchiesta sui medici che timbravano il cartellino negli ospedali pubblici e poi operavano nelle cliniche private». Armando Capurro, consigliere di "Noi con Claudio Burlando" ed ex sindaco di Rapallo, è altrettanto netto: «Per rimettere in equilibrio occorre tagliare i costi. La giunta ha scelto, invece, di cartolarizzare gli immobili: come se una famiglia in difficoltà vendesse i gioielli senza cambiare tenore di vita».
Questa strategia si è già rivelata perdente. Nel 2008, per ripianare il deficit sanitario del 2005, la Regione ha dismesso 394 immobili di proprietà delle Asl liguri. Concorrevano all'asta Fintecna immobiliare (al 100% del ministero dell'Economia), il gruppo Malacalza e Scenari liguri.
Dopo l'ultima offerta di Malacalza a quota 190 milioni l'asta se l'è aggiudicata Fintecna, staccando un assegno di 203 milioni. Un prezzo giudicato eccessivo dagli esperti, anche alla luce della crisi economico-finanziaria che proprio in quei mesi cominciava a colpire.
La frenesia immobiliare non si è mai acquietata.
Ora gli occhi sono puntati sulla Asl 3 di Genova, che sta trattando l'acquisto di una sede dove trasferire il quartier generale di via Bertani. A vendere, la solita Fintecna, che vuol cedere alla Asl 3 una parte dello stabile di Sanpierdarena che ospitava i Monopoli di Stato, al prezzo di 17 milioni. In ballo c'è pure la ristrutturazione dell'ospedale Galliera, presieduto dal numero uno della Conferenza episcopale italiana, l'arcivescovo di Genova cardinale Angelo Bagnasco.
Per il Galliera sono stati stanziati dallo Stato una settantina di milioni. Le stime più recenti parlano però di un costo presunto di almeno il doppio. E la Regione?
Guarda, media, litiga, ma non decide.
La programmazione è ridotta quasi a zero. Tutto si gioca sui conti all'osso della sanità e i fondi risicati per i trasporti regionali.
Il resto sono briciole.
La spesa per l'industria e la piccola impresa è di appena un milione, quella per cultura, sport e tempo libero dieci milioni.
Neppure la presidenza di Sandro Biasotti, che ha guidato la giunta di centro-destra dal 2000 al 2005, ha lasciato traccia. La sua presidenza sarà ricordata per aver trasferito gli uffici della giunta nel palazzo di piazza De Ferrari, il salotto di Genova, di proprietà del gruppo FonSai, di Salvatore Ligresti.
L'ennesima operazione immobiliare che ha lasciato in eredità ai contribuenti liguri un affitto annuo di 1,2 milioni.
(il Sole24Ore, 13 ottobre 2011)
sabato 8 ottobre 2011
2011 10 04 - trucioli savonesi - l'incubo carbone - RIFLESSIONI SUL PRESENTE E SUL FUTURO

RIFLESSIONI SUL PRESENTE E SUL FUTURO
Trentasettesima puntata
(estratto da:) L’INCUBO CARBONE
Savona una tra le principali “capitali del carbone”.
Ecco perché non è ancora in funzione il nuovo terminal Alti Fondali
(parte di articolo estratto dall'originale: http://www.truciolisavonesi.it/index.php?option=com_content&view=article&id=2427:lincubo-carbone&catid=59:aldo-pastore&Itemid=57)
Possiamo parlare, addirittura di una FILIERA DEL CARBONE, che ha il suo inizio logistico presso gli ALTI FONDALI DEL PORTO DI SAVONA ed è dotata di un duplice termine: LA CENTRALE TIRRENO-POWER DI VADO LIGURE e LA FABBRICA ITALCOKE DI BRAGNO (CAIRO MONTENOTTE) .
Per ragioni di spazio, limiterò la mia attenzione al punto di partenza, riservandomi di completare l’esposizione nell’articolo della prossima settimana; ed, allora, incominciamo dal:
TUNNEL SOTTERANEO – SOTTOMARINO CHE UNISCE GLI ALTI FONDALI DEL PORTO DI SAVONA ALLA STAZIONE DI SAN ROCCO E, SUCCESSIVAMENTE ALL’ITALCOKE DI BRAGNO
Come riferito dai Quotidiani locali, l’opera comprende:
A) La realizzazione di due tunnel collegati, per una lunghezza complessiva di 1.600 metri circa (il primo, sottomarino, da 500 metri, a partenza dalla banchina del Terminal Alti Fondali ed il secondo, sotterraneo, a 40 metri di profondità,della lunghezza di 1.100 metri, conducente alla Stazione di San Rocco);
B) L'installazione di un Nastro Trasportatore e degli Impianti ad esso connessi (sistema di videocamere e monitoraggio, tramite software avanzati, del funzionamento del sistema di trasporto);
C) La realizzazione della Stazione di San Rocco (stazione internodale, dove il carbone, in arrivo, viene caricato sui vagonetti);
D) Sistema di Trasporto Aereo, tramite 1.240 vagonetti, che dovranno portare il carbone dalla Stazione di San Rocco a San Giuseppe di Cairo Montenotte, con una potenzialità di 420 tonnellate/ora per 24 ore al giorno.
- Il costo complessivo dell'opera è stato pari a 36 Milioni di Euro (intervento finanziato dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti), ai quali, però, sono stati sommati altri finanziamenti (rivolti al rinnovamento dell' intero impianto funiviario) per un totale oscillante tra i 150 ed i 200 milioni di Euro.
- I lavori per la costruzione del Tunnel sono iniziati nel 2.004 e sono stati ultimati al termine del 2.009.
- Il collaudo del Tunnel (Sottomarino e Sotterraneo) era programmato per il Gennaio del 2010; a distanza di un anno (31 gennaio 2011) vi è stata la visita ufficiale del Presidente della Regione Liguria, Claudio Burlando, ma....il collaudo non è ancora arrivato....e non è dato di conoscere se esso potrà mai arrivare!
Infatti, a mio modo di vedere (e non soltanto mio, per la verità), ad iniziare dalla Progettazione dell'opera sino alla sua definitiva ultimazione non sono state minimamente rispettate due direttive europee (entrambe antecedenti la Progettazione e, più precisamente:
. La direttiva 9 del 1994 (definita "Atex"), la quale impone l'adeguamento a norma degli impianti e delle apparecchiature destinate ad essere utilizzate in zone a rischio di esplosione;
. LA DIRETTIVA 92 DEL 1999, la quale stabilisce le prescrizioni fondamentali per la tutela della sicurezza e della salute dei lavoratori che possono essere esposti a rischio di esplosione.
- Nel frattempo, in attesa del futuribile collaudo e delle “ingegnose invenzioni” (di goldoniana memoria) per mettere il cosiddetto “tappo” agli errori commessi in tutti questi anni, sono incominciate le PROCESSIONI DEI CAMION DI CARBONE LUNGO LA STATALE DEL CADIBONA ( in media: 120 camion, ogni giorno) per trasportare il carbone dal Porto di Savona sino a San Giuseppe di Cairo (circa 3.000 tonnellate giornaliere).