giovedì 3 dicembre 2009

2009 12 03 - IVG - Paolo Forzano ( Comitato Albamare )- -Savona ha bisogno di un PUM-

2009 12 03 - richiesta di un PUM - lettera al sindaco Berruti ed altri 12 sindaci del comprensorio savonese

Al sindaco di Savona Berruti,
Ai sindaci di Albissola Marina, Albisola Superiore, Stella, Celle Ligure, Varazze, Pontinvrea, Sassello, Altare, Carcare, Mallare, Spotorno


Savona, come tutte le città, non riesce più a sostenere i volumi di traffico. È necessario un trasporto pubblico più efficiente, più rispondente alle esigenze di spostamento dei cittadini, ma è anche un problema di salute, di economicità, di tempo, di qualità del vivere urbano.

Un problema che non può trovare la sua soluzione definitiva con rimedi temporanei, come il blocco del traffico nei weekend e la circolazione a targhe alterne, ad interventi "SPOT" senza un piano organico complessivo.

Serve prima di tutto un PUM = Piano Urbano della Mobilità, un piano generale con finalità e politiche di orientamento, che deve comprendere sia l'esistente che anche l'inserimento di nuove infrastrutture
e che deve definire l'organizzazione di una nuova mobilità urbana, più vivibile e più sicura

""è lo strumento di pianificazione" introdotto dalla Legge n° 340 del 21/11/2000 in tema di mobilità e trasporti che si prefigge, in un orizzonte temporale di medio-lungo periodo (10 anni), di:

- formulare scenari di previsione;

- definire misure orientate a migliorare l’efficacia del sistema infrastrutturale e a regolare la domanda di mobilità, attraverso la pianificazione territoriale e urbanistica;

- sviluppare un “Progetto di sistema” basato su strategie e obiettivi
.

Riporto:
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Legge 24 novembre 2000, n. 340
pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 275 del 24 novembre 2000
Art. 22: PUM: Piani urbani di mobilità

1. Al fine di soddisfare i fabbisogni di mobilità della popolazione, assicurare l’abbattimento dei livelli di inquinamento atmosferico ed acustico, la riduzione dei consumi energetici, l’aumento dei livelli di sicurezza del trasporto e della circolazione stradale, la minimizzazione dell’uso individuale dell’automobile privata e la moderazione del traffico, l’incremento della capacità di trasporto, l’aumento della percentuale di cittadini trasportati dai sistemi collettivi anche con soluzioni di car pooling e car sharing e la riduzione dei fenomeni di congestione nelle aree urbane, sono istituiti appositi piani urbani di mobilità (PUM) intesi come progetti del sistema della mobilità comprendenti l’insieme organico degli interventi sulle infrastrutture di trasporto pubblico e stradali, sui parcheggi di interscambio, sulle tecnologie, sul parco veicoli, sul governo della domanda di trasporto attraverso la struttura dei mobility manager, i sistemi di controllo e regolazione del traffico, l’informazione all’utenza, la logistica e le tecnologie destinate alla riorganizzazione della distribuzione delle merci nelle città.

Le autorizzazioni legislative di spesa, da individuare con il regolamento di cui al comma 4, recanti limiti di impegno decorrenti dall’anno 2002, concernenti fondi finalizzati, da leggi settoriali in vigore, alla costruzione e sviluppo di singole modalità di trasporto e mobilità, a decorrere dall’anno finanziario medesimo sono iscritte in apposito fondo dello stato di previsione del Ministero dei trasporti e della navigazione.

2. Sono abilitati a presentare richiesta di cofinanziamento allo Stato in misura non superiore al 60 per cento dei costi complessivi di investimento, per l’attuazione degli interventi previsti dal PUM, i singoli comuni o aggregazioni di comuni limitrofi con popolazione superiore a 100.000 abitanti, le province aggreganti i comuni limitrofi con popolazione complessiva superiore a 100.000 abitanti, d’intesa con i comuni interessati, e le regioni, nel caso delle aree metropolitane di tipo policentrico e diffuso, d’intesa con i comuni interessati.
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Come si vede la legislazione nazionale dà chiare indicazioni su come procedere, e quali sono le priorità. Molte città italiane hanno già redatto il loro PUM. Savona ancora no. Si procede per proposte apparentemente non correlate tra loro. Questo non è un modo razionale di procedere. . E' per questo che bisogna dire no a tutti quei tentativi di introdurre nuovi interventi "spot" che degraderanno ulteriormente la vivibilità della città di Savona, già segnata da anni di scarsa lungimiranza.

NO al parcheggio di via Falletti, PRIMA di aver usufruito della strategica via di comunicazione Funivie-Falletti-Torino-Ricci.
Realizzazione peraltro in contrasto col PUC che prescrive la necessità di mantenere piena accessibilità alla galleria ex-ferroviaria, nella disponibilità del comune
.

Ed allora un invito al Sindaco di Savona Dr. Berruti di invitare i Sindaci dei 12 comuni limitrofi, che già hanno in lui un referente per quanto riguarda il sostegno al casello Albamare, a realizzare un PUM per il beneficio sia della città di Savona che del suo comprensorio.

Cordiali saluti

mercoledì 2 dicembre 2009

2009 12 02 - SavonaNews - Albisola - Forzano dopo l OK del consiglio comunale

2009 12 02 - il ponente - Albisola - il Consiglio Comunale approva la mozione di Gambaretto su Albamare

2009 12 01 - SavonaNews - Albisola - voto unanime in consiglio per il casello Albamare



Diego Gambaretto un giovane che scalpitava tra il pubblico alla prima presentazione del casello Albamare al cinema teatro Natale Leone di Albisola Capo: 22 giugno 2007. Dal 22 giugno 2007 con entusiasmo e fermezza ci ha sempre sostenuto. Un esempio di coerenza e impegno. Grazie Diego!

2009 11 25 - Salzano Edoardo - L’urbanistica per la formazione del cittadino


elazione al convegno “A che serve la storia? I saperi umanistici alla prova della modernità”, Università Roma La Sapienza, 24-25 novembre 2009. In calce il link al programma

Urbanistica e mercato
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Il pensiero comune è abbastanza incerto su che cosa sia l’urbanistica. Le opinioni sono oscillanti. Prevalgono due interpretazioni. L’urbanistica è quel mestiere (scienza? arte?) che si preoccupa di rendere belle le città: roba da architetti. L’urbanistica è quel mestiere composto da regole, procedure, adempimenti: roba da burocrati. Nel sapere dell’urbanistica (nei saperi dell’urbanistica) c’è l’uno e c’è l’altro, ma anche altre cose, di cui quelle sono un riflesso.

Come al solito la storia aiuta a comprendere (“utilità della storia” è la ragione del nostro convegno). L’urbanistica moderna nasce, nell’ambito della società liberale e dell’economia capitalistica, per affrontare un problema che il mercato – che la spontaneità dei comportamenti individuali – non riusciva ad affrontare, ma anzi aggravava man mano che quella società e quella economia si affermavano e progredivano.

Si può dire che l’urbanistica è il primo rivelatore dell’insufficienza del mercato. Se si fosse lasciato a quest’ultimo il compito di organizzare l’insediamento dell’uomo sul territorio si sarebbero aggravati a dismisura le situazioni di confusione, disordine, malfunzionamento in molti decisivi aspetti della vita delle famiglie e delle aziende che già contrassegnavano la città. Insalubrità, disagio, caos del traffico, rischi per le persone, oscillazioni imprevedibili nei valori della rendita fondiaria.

Non a caso il primo piano regolatore fu preteso – a New York, nel 1811 – sia dai cittadini disturbati dall’improvviso sorgere di fabbriche e dall’affollarsi di carriaggi tra le abitazioni, sia dai mercanti di terreni che vedevano alterarsi i prezzi per l’inopinato insediamento di officine meccaniche o manifatture di attrezzi per il Far West nella aree lottizzate per la residenza. Il comune provvide, con un piano regolatore che determina ancor oggi la forma e il funzionamento di Manhattan.

Il compito dell’urbanistica
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Compito dell’urbanistica è quello di adoperarsi perché la società possa utilizzare il proprio habitat per l’insieme delle sue esigenze che hanno un rapporto con lo spazio e con il suo uso.

Abitare, lavorare, alimentarsi, muoversi, spostare, incontrarsi, apprendere, scambiare, divertirsi, curarsi, gestire i propri rifiuti sono alcune delle attività che hanno bisogno di una organizzazione dello spazio. Hanno bisogno che le cose (gli oggetti, le funzioni) necessarie per soddisfare quelle esigenze siano correttamente collocate sul territorio, abbiano tra loro le relazioni (fisiche e funzionali) necessarie per non danneggiarsi reciprocamente e per non renderne difficile l’uso. Anzi, per renderne l’uso e la percezione (la funzionalità e la bellezza) i migliori possibile.

Se questo è il compito del’urbanistica, se questa è la domanda sociale che storicamente la rende necessaria, è facile comprendere che essa è un sapere (un insieme di saperi) eminentemente pratico, che ha un rapporto di particolare attenzione e legame con due realtà: il territorio, e la società. E a me sembra che l’attuale crisi dell’urbanistica sia strettamente correlata alla crisi dell’ambiente e alla crisi della politica. E che l’attuale deriva culturale nel quale versa oggi l’urbanistica ufficiale sia una espressione della più generale deriva dei saperi e dei sapienti nella “società montante”, per usare l’espressione di Alberto Asor Rosa[1].

------->leggi tutto l intervento --->

martedì 1 dicembre 2009

2009 11 30 - Consiglio Comunale Albisola Superiore - Unanime consenso al casello Albamare


ieri sera il consiglio comunale di Albisola Superiore ha votato all'unanimità a favore del casello Albamare. Il Sindaco sen. Franco Orsi sostiene la nostra proposta di casello ad Albamare come una delle due iniziative che potranno dare una concreta svolta alla vivibilità della cittadina, gravata pesantemente da traffico e conseguentemente da smog. Il sostegno al progetto "Albamare" per il comune di Albisola deriva sia dal fatto che dal punto di vista economico è sostenibile ma anche dal livello di inquinamento dovuti al traffico, e quindi dalla necessità di preservare la cittadina da un eventuale blocco del traffico che sarebbe necessario a norma di legge qualora le misurazioni indicassero un livello di inquinamento oltre ai limiti consentiti. I consiglieri del gruppo di minoranza "Tu per Albisola con Tessore" auspicano un accordo con l'Autorità portuale al fine di dirottare i pullman dei crocieristi ed il traffico pesante che esce dal casello di Albisola al casello di Savona-Vado, chiedono un blocco del traffico pesante non diretto ad Albisola in via definitiva.

2009 12 01 - la stampa - sul casello di Albamare c'è anche il sì di Varazze

2009 12 01 - la stampa - Piano Urbanistico e dubbi della Consulta - Savona totale assenza di un piano del traffico - serve un accesso nuovo da levante