giovedì 24 giugno 2010

2010 06 21 - Parcheggio camions Madonna del Monte con lo smarino dell'Aurelia bis

Nel febbraio di quest'anno ci fù una nevicata che, sebbene appena percepita sulla costa, all'interno fu ovviamente più copiosa, e provocò condizioni stradali di scarsa aderanza sull'autostrada Savona-Torino.
Come conseguenza i camion vennero bloccati e dirottati sulla viabilità normale del savonese, la superstrada Savona Vado fu adibita a parcheggio camion, Tir dappertutto, caos viario per tutto il giorno. In quella occasione ponemmo in evidenza quanto da tempo sosteniamo: Savona ha una grossa mancanza, un parcheggio camion, un'area di servizio di discrete dimensioni che serva come polmone per il porto, ma anche come area di sosta per i numerosi camion in transito, e che sia accessibile facilmente sia dalla viabilità normale, ma specie dall'autostrada.



Il nostro comitato sostiene da anni la necessità di ridare vivibilità al territorio, rivedendo in modo opportuno alcuni interventi che consentano una sinergia strade-autostrade, vedi il casello Albamare ed il tunnel sottoporto funivie-Costa crociere, che consentano di "prelevare" specifici flussi di traffico quali quelli del porto e di convogliarli direttamente in autostrada, senza praticamente impatto sulla viabilità normale urbana ed extraurbana.

Tra le nostre iniziative c'è da tempo la proposta di realizzare una capiente area di sosta per camion degna di quel nome: l'area individuata è quella a monte del casello di Savona-Vado, un'area di circa 50.000 mq per almeno 500 camions. Inviammo l'idea al sindaco di Savona, al Prefetto, alla Camera di Commercio.

Ora, il tratto autostradale dal casello di Savona Vado direzione Torino, a monte degli insediamenti Mantobit ed ATA e fino alle prime gallerie, è lungo oltre 1000 metri. Nella porzione superiore di detto tratto era prevista la realizzazione del carcere mandamentale di Savona, mentre nella porzione inferiore non era previsto nessun tipo di insediamento. In questo secondo tratto le corsie autostradali corrono anche ad una discreta altezza rispetto al fondo valle, anche oltre 25 metri. Pertanto, questa area potrebbe venir proficuamente utilizzata quale area di servizio e di parcheggio per mezzi pesanti, se riempita, ed essere portata al livello della autostrada.

Le dimensioni approssimative sono di 400 metri di lunghezza e di 100 metri di larghezza media con un volume da riempire di stimati 400.000 mc, che è buona parte della quantità di smarino prodotto dalla realizzazione dell'Aurelia bis Albisola Savona.

Questa, se realizzata, potrebbe già costituire una pregevole area, cui potrebbe aggiungersi a monte, vista la mancata prosecuzione del progetto carcere, un'altra area di circa 600 metri di lunghezza, che raddoppierebbe l'area proposta. Vista la carenza di area per i mezzi pesanti, e vista anche la carenza di aree adatte, potrebbe essere un utilizzo appropriato di un’area al momento senza prospettive di utilizzo.

Abbiamo rinnovato la nostra proposta inviandola all'arch. Roncallo dell'Anas, a Claudio Burlando Presidente della Regione, all'assessore Chiesa, a Berruti sindaco di Savona, a Vaccarezza Presidente della Provincia



2010 05 21 - savonaeconomica - convegno rapporto di sintesi

Il convegno sulla mobilità organizzato da Provincia e Camera di Commercio venerdì scorso a Palazzo Lamba Doria ha consentito di fare il punto su alcune delle principali iniziative in campo infrastrutturale riguardanti il territorio savonese.


pubblichiamo un piccolo stralcio:


Alfredo Borchi, amministratore delegato di Autofiori Spa, ha ricordato che per l’autostrada Albenga-Valbormida-Predosa “abbiamo già dato uno studio di prefattibilità, con studi specifici ai Ministeri interessati, alle Regioni e all'Anas (che è già stata incaricata dal ministero delle Infrastrutture di procedere agli studi.


Positivo che l’opera sia entrata nel piano integrato della mobilità savonese”.


Da Borchi un confronto con il resto dell'Europa: “Oggi noi abbiamo 6.500 km di autostrade, ne avevamo 6.000 nel '75; la Germania, che allora era sotto di noi, oggi conta come Francia e Spagna 12-13 mila km”. E poi uno sguardo più in particolare alla rete autostradale ligure e piemontese ed ai collegamenti con la Francia: “Come progetti futuri, occorre prendere in considerazione la Sisteron-Cuneo, una nuova rete che consideri un passaggio più alto alternativo al Frejus, e prendere atto che che la Savona-Genova è satura, così come l'Autostrada dei Fiori in molti week-end.


L'Albenga-Predosa è una soluzione e noi abbiamo presentato 5 ipotesi di massima con fattibilità tecnica ed economica. Il risultato migliore si è ottenuto con la soluzione che va dalla costa verso la Valbormida (e da qui potrebbe giungere anche a Garessio con un by-pass).

Un'autostrada che si caratterizza per pregi e complessità, come il caso che sia per l'80% in galleria, e che abbia pendenze impegnative, che vanno dal 3 al 5%. Costo dell'opera: 5 miliardi 760 milioni di euro netti, tempi di realizzazione 5 anni (realistiche 7-8), entrata in funzione dopo il 2017, a pedaggio per 50 anni”.

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2010 05 21 - Edoardo Salzano - Il traffico che allontana l'Italia dalla civiltà


Aumenta il disagio del traffico. In Italia molto più che altrove. Spreco di energia, spreco di tempo, spreco di soldi, spreco di territorio, spreco di salute. Nei giorni scorsi la questione è stata analizzata in alcuni dei luoghi dove si ragiona seriamente sulle cose che avvengono, cercando di risalire dalla descrizione (e ove occorra dalla denuncia) alle cause.


Così è avvenuto nel bel servizio dedicato da Report di Rai tre alla motorizzazione in Italia, curato da Michele Buono e Piero Riccardi, e nello studio dell’Isfor, commentato da Anna Donati in un suo articolo.


I dati e le ricerche confermano alcune verità che stentano a farsi luce, nonostante la loro evidenza a chi si occupi di territorio. (1) La crisi e le politiche governative riducono il complesso degli spostamenti, ma aumentano quelli automobilistici anche in valore assoluto. Non poteva accadere il contrario, visto che gli investimenti privilegiano le lunghe percorrenze e i treni costosi e riducono frequenza e agibilità delle tratte a piccole e medie distanze, che sono invece quelle dove la domanda di spostamenti aumenta. (2) Il disagio del traffico è direttamente correlato all’aumento dello sprawl, alla disseminazione di quartieri e villette, case e capannoni d’ogni genere e sorta, dall’anarchia che governa sempre più il modo italiano di usare il territorio. L’aumento del disagio del traffico è causato dall’abbandono della pianificazione urbanistica. (3) Anche per questo aspetto l’Italia si sta allontanando sempre di più dai paesi civili , dove la prevalenza del trasporto collettivo è assicurato da appropriate politiche pubbliche del settore e da una saggia e rigorosa pianificazione delle città e del territorio.


Sempre più se ne allontanerà se non verrà interrotta la corso verso la privatizzazione e cementificazione del territorio, l’incentivo dell’abusivismo e alla valorizzazione speculativa del territorio.